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29 mag 2011

Favola 2.0 - To do it's hero! farlo è da eroi..

:P- W Alte.r.Evolution
 
 
Il resto della favola 2.0 - to do it's hero! si sta scrivendo qui :P-

21 mag 2011

Questo è il mio lavoro, qualunque nome esso abbia!


19/05/2011

E' successa una cosa bellissima oggi, mia madre mi ha portato un DVD realizzato da un filmino fatto da loro anni fa, l'avevo visto forse un paio di volte, a non più di sei, sette anni. Non avevo mai pensato di digitalizzarlo in dvd, del resto io non ho mai usato i dvd video....non ho mai sopportato un suporto non riscrivibile.
E' stato emozionante vedermi a 2 anni in una pineta di girasoli....era periodo di comunioni, forse maggio

Il film devo ancora trovare il tempo e il coraggio di affrontarlo per mezz'ora :-) come mio padre credo che non l'ha visto, mentre mia madre ha aperto per la prima volta il dvd del computer per vederlo (si impara ciò che si ama)...

Immagini dopo ho visto, ma anche nei miei ricordi, in piazza San Marco, un dejavù del 3 luglio del Festival dell'Innovazione, e tra Leoni e cuspidi, ho notato in quei pochi frammenti di visione del film questo particolare sopra le cuspidi...non so ma a me piace pensare che siano nodi, reti, grafi ....che quell'immagine sia stata il seme (o il meme) del Peeripato, a voi la scelta.


Ed infine mamma, è la prima volta che ti chiamo così in pubblico, ho fatto uno screenshot "selavaggio" al volo di te che mangiavi un gelato, non so se te l'ho mai regalato,anzi forse non ti ho mai regalato davvero nessun oggetto, come con Critical City, ho aspettato tanto tempo prima di farti un regalo, a te e alle tue mani di sarta che cerco di baciare ogni volta che conosco o saluto una persona che sento speciale, che hanno fatto i primi sacchettini di missione girasole, colorati, arancioni, perfetti solo tu li potevi fare, come la lasagna della madre di Philo, che ci stavo chattando poco fa su skype ....parlando di destino e freestyle su di esso come replicavo io.

Dicevo, ho aspettato una vita prima di farti un regalo, e volevo che fosse davvero all'altezza della vita che mi hai saputo regalare quando dopo esserti ammalata di tifo mentre eri incinta di me, sei scappata poco prima di entrare in quella stanza, hai seguito il tuo istinto di madre, hai avuto il coraggio di conservare quel seme nonostante luminari e professori, avessero diagnosticato un figlio sicuramente con handicap gravi o autistico o peggio ancora.
Non so se hai avuto ragione di loro, ma sicuramente tutto quello che ho cercato di fare in questi anni è meritarmi di essere quel progetto, il tuo progetto, prendermene cura io stesso, ma soprattutto di donare quell'attimo di amore, quella scelta, quel bivio che tu hai scelto e per ringranziarti di quell'attimo di coraggio e amore, cerco di ripeterlo nel gesto di intuito, di amore, di collaborazione che al volo cerco di donare, sapendo che non sarà mai pari al tuo, la mia è creatività la tua creazione.

Vale poco lo so, forse meno dei nostri sacchetti di carta, (non parlo dei tuoi che sono speciali) ma stiamo cercando con Fa-Bio e con tutta la banda dei coworker, dei peeripatetici tutti, di kublai e di altri ecosistemi collaborativi, di piantarne il più possibile e di prendercene cura tutti.
Questo gelato è per te.....


E perdonami mamma se le dico a tutti queste cose prima che a te, ma noi non abbiamo mai avuto bisogno di parole e gesti per interagire....
E grazie anche a te papà, che hai fatto una foto che ora è un casino trasferire da questa macchinetta digitale, per via di cavetti miniusb introvabili, mentre sono davanti allo fermoimmagine dello screenshot con me sul prato, accosciato e con la mano di mamma con un sacchetto in mano, non l'ho ancora scaricata questa foto, vediamo se qualcuno al coworking (è sceso proprio oggi Andrea, per riportare sua madrea a Taranto, e  che collabora in FooTour, e in tutti  progetti quelli più complessi, perchè è lui il web architect dei framework, quello bravo...io non programmo, sbaglierei troppe volte e mi ridurrei ancora di più la vista, non faccio siti, o meglio preferisco lavorare su altri siti (storici e culturali).
Tutti pensano che io sia un tecnico, informatico, ma sono anni che non ho la tv e non la guardo, non ho mai avuto il dvd, e se non fosse stata forse per una interazione esterna, forse dal Progetto Memoria di Recidivi, notare che il primo nome del Peeripato è proprio cinemarecicivi dove recicivi stava per recidivi appunto. Una maestra rigorosa forse avrebbe fatto cancellare quel progetto aperto in quel modo, chissà magari riproverando quel bambino, mandandandolo dietro la lavagna...e forse e dico forse, quel bambino non avrebbe riaperto quel forum progettuale, o forse l'avrebbe aperto ma spaventato di sbagliare, di fare errori di provare, e tutte l'evoluzioni di questo forum progettuale non ci sarebbero stati.
E questo è per voi Mimmo & co. del borgo antico di Taranto, perchè vi meritate questo progetto, o la sua evoluzione, non dico la sua visione, quella l'ho copiata da voi, ma non diciamolo alle maestre che ci metterebbero come fanno sempre dietro la lavagna.
Quella stessa da cui mi affacciavo alle elementari per vedere il terzo piano di casa mia, ora occupata dai servizi sociali di Taranto, che devono prestare cura a quegli stessi bambini del borgo.
Cercate di meritarvelo ora




Elimina
Non sono stato nei tempi rispettati che fate l'accettate lo stesso questo compito? :-)
Questa foto è corale, l'ha posizionata mio padre, ha scattato quando si sentiva, io mi sono messo accosciato e avevo trovato lo screenshot di me a 2 anni tra i girasoli e due damigelle bianche, in una pineta, mia madre ha preso giustamente il suo sacchetto, io poi le ho chiesto di abbracciarmi, poi lei ha aggiunto il bigliettino coi semi di girasole, mio padre come sempre a brontolare, ma stavolta il Presto! ci stava tutto...
Se ci sono riusciti i Giacovelli-Santoro ci possono riusicre tutti!

Mi cola il naso e non me ne vergogno, perchè sono felice di poter giocare con Belloluogo...

20 mag 2011

Masseria giocosa....

20/05/2011



Il 20 maggio, tutti con Titti a provare a "Ridisognare" una masseria bellissima come contenitore di attività di impresa sociale.....proveremo anche li a piantare girasoli...già vedo la Masseria Belloluogo, sorridere e fare smorfie come un bambino con il naso che gli cola...:-) altre foto qui



Non ci sono parole Titti...solo una foto che ovviamente non ho fatto io, perchè in quel momento ero andato un attimo a fare un brief al volo con Andrea, Matteo ed Enrico su un progetto come Adora-Metafora che vorrebbe contribuire a seminare tanti progetti per il territorio........


Titti e i semi di girasole, donati e piantati sabato 9 Aprile davanti alla tendopoli di Manduria...( Foto estrapolata dal video realizzato da Ida Galasso: http://www.facebook.com/l. php?u=http%3A%2F%2Ftinyurl .com%2F3dgpdby&h=8aa19

9 feb 2011

Rifiuti 0 o Futuro 0

09/02/2011




Nota: il comunicato che segue, è stato scritto a più mani, da diverse persone appartenenti a diversi gruppi, associazioni, spontanei cittadini, con diverse linee politiche, sensibilità, analisi, ma che stanno apprendendo un modo di organizzarsi spontaneo, stanno apprendendo come autorganizzarsi sul territorio, per difenderlo, ma anche per iniziare a mettere in rete le proprie competenze, i propri saperi, le proprie sensibilità, con quelle esterne, con i loro nodi a cui sono legate.
Stiamo imparando a essere un "organismo" superiore alle singole individualità, stiamo sbagliando, ma stiamo apprendendo dai nostri errori, stiamo arretrando dalle nostre posizioni, mettendole in discussione, per vedere le cose da altre prospettive, grazie al confronto allo scambio tra visioni differenti.
Questi processi non sono semplici, è necessaria fiducia reciproca, nei singoli e nelle capacità di lavoro di gruppo, è necessaria elasticità mentale, è necessaria passione, empatia, ma soprattutto vedere meta- obiettivi comuni, compatibili e rafforzantisi in obiettivi più complessi che stanno iniziando a maturare. 
Non so come si svolgerà questo processo a Taranto, ma vedere un semplice documento di Google Doc, elaborato a più mani, da postazioni differenti, da tante persone, e vedere che il risultato finale, ha corretto errori, ha portato nuovi elementi rispetto alla prima traccia, poter verificare le varie tracce, correggere senza polemizzare, ma anzi costruire e rafforzare le opinioni altrui è come vedere un bambino che sta crescendo, che sta apprendendo, che sta compiendo errori ma si sta correggendo e augurarsi sinceramente, con amore di genitore che possa essere superiore in competenze, espressione, intelligenza, al prodotto di ogni singolo apporto.

I processi partecipativi in Wiki si saldando con il territorio.
Documento Modificabile qui.

Comunicato Stampa

Taranto 10/02/2011

Rifiuti 0 o Futuro 0

Domande aperte alle istituzioni, locali, provinciali, regionali, nazionali ed europee.
A partire dall’assemblea pubblica di Giovedì 10 Febbraio a Statte, alle ore 17 in piazza San Antonio, nella quale invitiamo pubblicamente  il Sindaco di Statte Angelo  Miccolis (e  invitiamo a esprimersi pubblicamente anche i  rappresenti di Taranto, della Provincia, della Regione, del Ministero dell’Ambiente e del Consiglio d’Europa).


Ci chiediamo In che maniera si stiano favorendo i processi di Riconversione del ciclo produttivo del martoriato territorio tarantino da pratiche industriali di sfruttamento e mortificazione del suolo, del lavoro, della salute, dell’ambiente,  della cultura e dei saperi ?


Emergenza rifiuti
L'emergenza campana ha fatto emergere un'intera Comunità su una presa d'atto inequivocabile, persino la Provincia che ci aveva accolto come “pubblico non ordinato” ora muove dubbi e perplessità sulla assoluta mancanza di trasparenza del trasporto dei rifiuti.  Frutto di una gestione del loro ciclo folle, riflesso di una società ormai in piena schizofrenia di produzione, di aggressione al territorio, di materie prime erose, produttività ai massimi livelli, di ciminiere sempre fumanti, lavoratori sotto stress e con i piedi immersi nell'inquinamento che si espande al territorio. Riconvertire l'economia senza mettere in critica gli errori fatti nel passato che hanno portato a queste conseguenze, non farà certo prefigurare il prossimo scenario possibile per Taranto, ovvero divenire piastra logistica per il Sud Europa con l'arrivo di nuove merci, vendute in mezza Europa che non abbiamo difficoltà a pensare torneranno come rifiuti da mandare in discariche (10 milioni di ampliamenti di m3 per le tre discariche in provincia) oltre a 2 inceneritori che produrrebbero ulteriore diossina.
Perchè il vero problema dei rifiuti sono quelli industriali che rappresentano il 70% del volume totale di quelli prodotti e che purtroppo ancora non riescono ad essere tracciati dalla loro produzione al loro smaltimento, per cui la sola raccolta dei Rifiuti Solidi Urbani risolverebbe solo parte del problema, ma non il problema in generale.


Guardare ai migliori modelli internazionali
Allora rilanciamo la necessità che i lavoratori, le piccole attività commerciali e artigianali, gli studenti stessi, i disoccupati della raccolta differenziata, e tutte le altre componenti sociali che sentono la necessità di riconvertire il territorio si colleghino  a realtà internazionali che rappresentano i migliori modelli, in termini di capacità di generare economie, basate il più possibile sul coinvolgimento partecipativo di tutti gli operatori produttivi e degli abitanti del territorio, con una migliore efficienza di incisione sulla spesa pubblica e sull’ambiente. Guardare alle migliori pratiche Internazionali emergenti, imitandole, migliorandole se possibile  o contestualizzandole al nostro territorio, a partire dalla Strategia sui Rifiuti Zero, cioè riciclo totale.
Le forti contraddizioni esistenti  tra riconversione economica, salvaguardia dell'ambiente, gestione di flussi di merci (futuri rifiuti) portano necessariamente a rivedere il modello economico e prendere coscienza della necessità di pianificare il nostro futuro che non puo’ essere affidato ad una delega in bianco. Occorre, inoltre essere sempre vigili e partecipi sulle attività di ogni discarica, su ogni ampliamento, su  tutti i camion che perdono percolato, su ogni inceneritore, in breve su ogni aggressione al nostro futuro.


Le domande a cui vorremmo darci una risposta
Per questo poniamo le seguenti domande ai sindaci di Statte, Lizzano, Taranto, ma anche ai rappresentanti di Provincia, Regione, nonché al Ministero dell'Ambiente ed al Parlamento Europeo, ci aspettiamo delle risposte. La strategia dei Rifiuti Zero rappresenta un tassello del processo di riconversione del territorio, vorremmo sapere come ciascun rappresentante istituzionale intende attuare o meglio facilitare  questo progetto.


1) A che punto sono i ricorsi effettuati presso gli organi amministrativi, in particolare al consiglio di Stato in secondo grado, dopo che il T.A.R lo ha respinto in primo grado? E se dovesse cadere l’art. 41 della Costituzione come si prospetta e paventa?


2) La perizia del noto geologo () di fama internazionale a cosa potrà servire se non si pone un limite alla durata delle attività delle discariche, ammesso che ci sia una durata limitata?


3) Le nuove cave presenti come dovranno essere riempite? Vogliamo conoscere ogni variazione di attività delle cave ora interessate all’attività mineraria, ogni appalto dovrà essere riconosciuto da questo comitato e dai cittadini. Vogliamo che tutto sia certificato mediante documentazione.


4) Il SISTRI ( www.sistri.it) (Sistema Tracciabilità Rifiuti Industriali), prorogato al 31 maggio 2011, ha creato un vuoto legislativo, che permette una zona franca nel trasporto e nello smaltimento dei rifìuti di tipo industriale. Il Protocollo della Regione Puglia avrebbe dovuto fissare prescrizioni e controlli piu’ rigorosi per compensare il  vuoto legislativo. Ora come pensate di gestire  la tracciabilità del trasporto e del contenuto?


5) Obiettivi  della differenziata di Statte, sarebbero del 65- 80% in proiezione, la restante parte di rifiuti dove andrà a finire? Negli inceneritori di prossima apertura? In un territorio che produce ingenti quantitativi di diossine, e ulteriori agenti inquinanti che minano la salute dei cittadini, sarebbe pura follia di un sistema economico ormai impazzito attivare degli inceneritori.


6) Ritenete importante la nascita di attività sul territorio (centri di riciclo e di riutilizzo, come esistono in altri località  affinchè il processo dei rifiuti abbia successo? Quali sono i modelli che volete imitare o ai quali intendete fare riferimento? Quando questo processo verrà avviato anche a Taranto?
7) A quando l'eliminazione dei cassonetti e quanto inciderà in termini di vantaggi economici e occupazionali la raccolta differenziata sulle famiglie di Statte?

In attesa di risposte iniziamo a elaborare le nostre soluzioni


Cittadini di Taranto e Provincia in mobilitazione.

11 gen 2011

Sull'emergenza rifiuti, la risposta è ..Rifiutiamo questo Sistema..

11/01/2011





(clicca sul countdown per andare al primo post da cui è scaturito)









Taranto rappresenta come il sistema capitalistico in Europa (e conseguentemente a livello internazionale) sia arrivato ormai al collasso, ha creato debito con prodotti finanziari (Boc e swap che le banche hanno concesso al Comune, ben consapevoli che avrebbero indebitato ulteriormente le casse comunali), questo è stato funzionale per costringere a svendere altre porzioni di territorio e aggredire le risorse naturali, non rispetta nemmeno le stesse regole che si è dato, si concede libertà di inquinare, degenera il lavoro a mobilità e disoccupazione, ma a queste emergenze continue (occupazione, ambiente, salute) si contrappone una società che sta Emergendo!

- Si sta formando un'intelligenza collettiva in grado di scambiarsi informazioni, accedere a a dati, in grado di elaborare analisi, si percepisce senza futuro e pensa di  avere come unica possibilità quello di costruirselo, sia con la lotta, impedendo o rallentando il processo di aggressione, verso il lavoro, le risorse pubbliche e  naturali del territorio che viene mercificato e diviene funzionale al processo di accumulazione capitalistica sempre più in affanno; sia autorganizzandosi a livello sociale ed economico, elaborando proposte per ridisegnare una società diversa, consapevoli che in un Villaggio Globale interconnesso, le soluzioni locali devono essere messe in rete e collegate con altre realtà affini in Italia e all'estero.

Taranto rappresenta uno dei punti di massima espressione dell'aggressività del sistema capitalistico avanzato in Occidente, che ha vissuto per anni una rendita di posizione legata a risorse materiali e finanziarie estorte ai 3/4 del pianeta.
La concentrazione di interessi nazionali e internazionali su Taranto è spaventosa:
Interessi geostrategici militari, produzione e passaggio di imponenti gasdotti, raffinerie di petrolio, produzione di acciaio, di energia, grandi impianti fotovoltaici disseminati nel territorio e senza alcun vincolo ambientale, piastra logistica intermodale delle merci provenienti dal Sud Est asiatico per l'Europa, cave ancora attive ed operanti che diventano discariche finito il loro ciclo, per accogliere le merci che arriveranno nelle piastre logistiche che si trasformeranno in rifiuti anch'essi finito il loro ciclo.

I processi di delocalizzazione, resi possibili dall'invenzione del microprocessore negli anni '70 hanno allungato il ciclo di vita di questo sistema, ma non ne hanno eliminato le sue contraddizioni, sia in termini di accumulazione dei profitti, sia in termini di attacco alle condizioni del lavoro che è diventato sempre più precario quì e nei luoghi dove è stato delocalizzato. Il lavoratore è praticamente tenuto in schiavitù, riproponendo scenari di schiavismo che sono la peggiore condanna verso l'ipocrisia di chi legittima questo stato di cose.

Ma come avviene spesso in natura ad una forza si genera una forza uguale e contraria, per cui l'estrema delocalizzazione e parcellizzazione delle unità produttive e la mobilità della forza lavoro, sta facendo emergere nuove unità produttive autorganizzate, collegate in rete tra di loro, in grado di operare a livello territoriale ma con una consapevolezza globale e in rete, come è già avvenuto per il sistema operativo Linux e Wikipedia, sistemi nei quali l'intelligenza collettiva ha fatto emergere un modello organizzativo ed economico efficiente e funzionante, su scala internazionale.

Il prossimo passo sarà trasferire questa capacità organizzativa ed economica sul piano della produzione di servizi e beni per il territorio, in tante unità decentrate e interconnesse tra loro, in grado di produrre beni di prima necessità, beni di utilizzo e servizi secondo nuove logiche, secondo nuovi modelli di efficienza e resa sociale, inizialmente probabilmente con una visione localistica ma che interconnettendosi in rete con altre unità organizzative e produttive seguirà il modello già evidenziatosi con Linux e Wikipedia.

Allora noi a Taranto abbiamo un compito storico ed epocale probabilmente, 
O scegliere di  accettare di divenire  la manifestazione del punto più basso e selvaggio che il Sistema Capitalistico riserva al territorio e ai suoi abitanti, soprattutto lavoratori, precari, disoccupati e studenti, che sta intaccando Taranto ma poi passerà inevitabilmente ad altri territori nazionali ed internazionali che hanno condiviso la stessa sorte di indebitamento ed assenza di prospettive socio economiche.
E ne avremo tutti la responsabilità politica, sociale e storica!

O prendere atto con determinazione e coscienza dei processi in atto che colpiscono il nostro territorio e determinano la linea di sviluppo del nostro futuro, fermarli o quantomeno cercare di rallentarli e rendere sempre più difficile e costoso in termini economici questi tentativi subdoli e antisociali di imporre scellerate scelte socio-economiche ai danni del territorio e dei suoi abitanti.

Ed in parallelo organizzarsi in unità di produzione territoriale di beni e servizi, strettamente collegati e interconnessi col territorio, per come stanno emergendo a livello internazionale, in grado di operare sull'approvvigionamento dei prodotti di prima necessità direttamente dal territorio, questo per creare una risposta concreta alla Grande Distribuzione che condiziona e impone un certo modello di sviluppo.
Per cui è necessario anche avanzare sulle bonifiche, sulla produzione di forme di energia, ma in piccole unità produttive non impattanti col territorio, l'energia deve essere decentrata e distribuita e questo è già possibile ora e non controllata da pochi e grandi gruppi monopolistici.
I servizi devono poter creare interazioni socializzanti, trasformare molti di quelli che ora consideriamo merci o beni di proprietà in servizi per la collettività.


Partendo quindi dai rifiuti, cioè il ciclo finale di accumulazione delle merci nella società, per rimettere in discussione e ridisegnare non solo il servizio secondo un processo di Rifiuti Zero, ma in generale per contrastare un sistema economico che oramai è in grado di dare solo Futuro Zero.
Iniziare a ridisegnare processi sociali in merito a:
- Ciclo integrato dei rifiuti (Rifiuti zero) , partendo a valle dalla riprogettazione dell'erogazione dei servizi e dei beni, per arrivare nel giro di anni all'obiettivo di rifiuti zero, ovvero un rapporto armonico con le risorse del territorio e loro utilizzo più efficace e naturale.
- Energia, pulita ed in unità decentrate, nelle diverse forme già disponibili e che l'innovazione tecnologica apporterà.
- Agroalimentare, filiera corta e gruppi di acquisto solidale, che favoriscano e facilitino il processo di produzione di materie prime alimentari e loro distribuzione nel territorio mediante gruppi autorganizzati.
- Progettazione e autoproduzione di beni materiali e immateriali (servizi), forniti dal territorio per gli abitanti del territorio, in base alle evoluzioni tecnologiche in atto e sempre più economiche nei prossimi anni. Oltre all'allungamento del ciclo di vita delle merci prodotte mediante tecnologie aperte e condivise.
- Il trasporto in treno è un servizio (certamente migliorabile, da riprogettare per il territorio e col territorio), il trasporto collettivo in bus, tram, metro è migliorabile, da riprogettare anch'essi col territorio e per il territorio.
Ma è l'auto l'anello debole della catena, decenni di propaganda consumistica hanno portato soprattutto in Italia, a considerare l'auto come uno status symbol, un feticcio da adorare come un totem, mentre l'auto non è niente altro che un mezzo che eroga un servizio, di collegamento verso tratte distanti e difficilmente interconnesse da servizi pubblici.
Per cui il processo deve facilitare forme di car sharing e car pooling in cui nel primo caso l'auto diviene un servizio che possa essere ripartito per unità di tempo tra più utenti in maniera asincrona (in differenti momenti temporali) e in parallelo favorire il car pooling ovvero auto private che facciano tratte in comune condivise con più persone.

O invertiamo il processo da Taranto o il destino dell'Europa sarà stato già scritto a Taranto, stiamo proponendo le soluzioni per come emergono a livello internazionale e secondo processi autorganizzativi, se questo non verrà accettato o ascoltato è inevitabile che si sarà scelto uno scontro traumatico tra un Sistema economico che vuole avvantaggiare pochi gruppi di interesse e un sistema che mette in condivisione le risorse e fa emergere le migliori soluzioni a beneficio di tutta la comunità.

Non abbiamo che da perdere le nostre catene, per un territorio e una società 
di Produttori liberamente associati.

3 nov 2010

Enterprise2.0 e dintorni

03/11/2010



Circa due settimane fa, sono stato invitato dalla professoressa Barbara Scozzi, del Politecnico di Bari, sezione distaccata di Taranto, ad introdurre un seminario sull'Enterprise 2.0 e alcuni casi di studio in cui mi sono imbattuto e che sto seguendo come freelance.
Il tutto all'interno del corso di Elementi di Economia applicata all'Ingegneria di cui Barbara è la docente ma esteso ad altri   studenti dei corsi di laurea triennale in "Ingegneria Civile e per l'Ambiente e il territorio" e in "Ingegneria dei Sistemi Industriali e Elettronici"

L'atteggiamento con cui sono andato a incontrare gli studenti è quello aperto, solito che mi contraddistingue di chi vuole coinvolgere gli altri a "giocare" con i suoi stessi giochi, complessi, ma indubbiamente affascinanti.

La presentazione, che era pensata per essere multimediale, ovvero con rimandi frequenti a video e internet, è stata un pò limitata, dai classici e ormai routinari problemi tecnici col wifi, aggravati dal fatto che proprio il giorno prima avevo perso la sim della chiavetta di connessione; ma è stato un problema bypassato, purtroppo ai bellissimi video di Kublai, di Salento Fun Park, di Curitiba, di Critical City, di un paio di applicazioni di Arduino, mi sono dovuto sostituire io come cantastorie.

Come potrete vedere la presentazione si suddivide in 4 slot, dei quali
  1.  Il primo è un'introduzione a quelli che sono i paradigmi dell'Enterprise 2.0, ed è stato un pò come spiegare le istruzioni dei giochi ancora non facendoli vedere.
  2. I tool dell'Enterprise2.0 e quelli che uso più di frequente
  3. I casi di studio 
  4. Passare all'azione, ovvero la prima scadenza del 10 Novembre in cui c'è il Festival dell'Innovazione, in cui potrebbero inserire le proprie idee, ed una l'ho suggerita nella slide 32.
Adesso ho portato via i giochi, ma ho detto loro, che su Kublai li possono ritrovare... chissà se ora alcuni di loro verranno a giocare :-)
La presentazione è questa, il prossimo obiettivo è arrivare a definire un documento di Progetto, più strutturato entro il 1 Dicembre, ovvero per il Festival dell'Innovazione, in cui mi piacerebbe incontrare diversi dei progettisti del Peeripato e non, oltre che organizzare una corposa presenza da Taranto.

Dimenticavo, la presentazione idealmente l'ho dedicata a Benoit Mandelbrot, andato via il 14 Ottobre 2010, grosso modo lo stesso giorno in cui Barbara mi ha chiesto di partecipare al seminario....
"Meraviglie senza fine saltano fuori da semplici regole, se queste sono ripetute all'infinito" (B.Mandelbrot)



29 ott 2010

Conto alla rovescia per un seminario

29/10/2010



Quello di sotto è un conto alla rovescia per un seminario che come LoAd, terrò il 3 Novembre 2010, al Politecnico di Bari, sezione di Taranto,  su Enterprise2.0 e diversi case study che vedono LoAd impegnata in prima linea con le varie start up.
A breve slide e aggiornamenti.
Un saluto da San Francisco....





La natura è 1.0 o 2.0? 


27 ago 2010

Due giorni al Lucania Film Festival con Walter (che poi sarei io stesso!)

27/08/2010



Quello di seguito non è il mio Walterego che scrive, ma il reportage dell'amico e collaboratore in Kublai Marco Colarossi, il resto del resoconto lo trovate sul blog di Kublai.
Due anni fa Kublai era appena iniziato e un piccolo problema di salute mi aveva impedito di partecipare al nostro primo mini-tour del Mezzogiorno, che prevedeva una tappa al Lucania Film Festival e visite ad altri progetti poi raccontati nei video realizzati con Jokino (aka Giovanni di Kinovan). Al festival erano andati Alberto ed Antonella, che non mancarono poi di riportarci ricchi resoconti di viaggio. A me però era rimasto il rammarico dell’occasione mancata, e ogni volta che sentivo Max gli ripetevo che prima o poi ce l’avrei fatta ad andarci.

continua sul blog di Kublai ...

Domanda a Rocco Papaleo - Video