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7 feb 2012

Volunia ovvero ansie da prestazione all'italiana

Ieri c'è stato il tanto atteso (nella comunità blogger e accademica almeno) debutto  di Volunia, ovvero il nuovo motore di ricerca realizzato in Italia grazie al ricercatore e professore di matematica ordinario a Padova Massimo Marchiori. Per coloro che non conoscessero questo geniale ricercatore, basti ricordare che già nel 1997 fu autore di ricerche sull'algoritmo Hypersearch che ispirò certamente il concetto di pagerank alla base dell'algoritmo di ricerca di Google. 
Se questa credenziale non bastasse, ricordiamo che lo stesso è stato ricercatore al Medialab del MIT di Boston con Tim Burner Lee colui che il web lo ha praticamente inventato; pertanto è una figura di primissimo piano nel panorama del web internazionale per questa ragione Forbes e altre testate giornalistiche forse più che quelle italiane hanno dato molto clamore al lancio mondiale.
Detto questo entriamo invece nel merito di come la comunità degli opinion leaders di internet ha reagito a questa presentazione, ed entriamo qui nelle note dolenti perchè a quanto pare c'è stata o un'esaltazione patriottistica di questa piattaforma o una bocciatura altrettanto drastica, per un servizio che non è ancora in beta, è ancora in fase di sperimentazione e indicizzazione in un settore molto complesso come quello della ricerca dove colossi come Microsoft o Yahoo sono in netta difficoltà rispetto a Google.
Purtroppo ci sono limiti innegabili in questa vicenda, dalla presentazione che qualcuno ha definito poco spettacolare non si pretendevano certo i fuochi di artificio, ma che fosse svecchiata dal baronato universitario questo si, al proiettore che non funzionava (è successo anche a me ma è successo anche a Steve Jobs alla presentazione dell'iPad), realizzata in italiano ma senza sottotitoli almeno in inglese, che denotano come il progetto non abbia ancora una sua maturità commerciale e quindi spettacolarizzata dal marketing.
Ma coloro che stroncano il progetto dalla sola presentazione commettono un delitto incredibile, sarebbe come stroncare ad esempio una macchina di formula 1 solo dall'estetica e non dalle prove su strada, soprattutto per tutto ciò che proviene dall'Italia che ha saputo già creare eccellenze nel campo dell'elettronica dal microprocessore co-inventato da Federico Faggin al motore di ricerca Bing inventato da un ricercatore italiano, Lorenzo Thione ma quello che è mancato in tutti questi contesti è stata una presenza forte di investitori e capitale italiano in grado di trattenere queste ricerche e queste invenzioni nel nostro Paese piuttosto che farle migrare.
Da queste prime ore nell'esperienza di Volunia escono ridimensionate e con un invito a un'autocritica tutte le componenti degli opinion leaders dell'industria informatica italiana, dalle Università (come quelle di Padova) ancora anni luce da Stanford, i bloggers criticoni che si appigliano a un proiettore non acceso o ad una presentazione di scarso appeal, agli investors italiani (magari quelli vicini alla Telecom e Working Capital) che non hanno supportato un'iniziativa di questa portata ed ora giocano al ribasso, per cui per leggere commenti autorevoli su Volunia o cercateli in inglese come sempre più obiettivi oppure attendete che la storia declami un successo o un fallimento.
Per il momento onore comunque a Marchiori che senza astio verso Google è rimasto in Italia con tutto ciò che ne è comportato, ed anzi ha saputo innovare senza competere a testa bassa col gigante Google, ma con pensiero laterale estendendo la ricerca in chiave social.

23 mag 2011

La tv spenta nello sgHUBuzzino...

23/05/2011

Eccola qua ho recuperato dal mio dispositivo mobile (wow non ho usato l'inglese) ma avrei potuto chiamarlo acero (quando ho bisogno di solide certezze su orario, data, appuntamenti) , acerino (quando mi fa giocare), acerrimo amico (quando mi aiuta nelle cose), androide (quando , androcch' (quando mi arrabbbio, perchè ancora perfettibile nei tanti difetti di sistema) ecc--acc...acer--accetera--

..Dicevo questo è il disordine emergente che era emerso, dal quadretto portato a caso e buttato per strada da qualcuno che non aveva tempo di donarlo e mi piace pensare che l'abbia lasciato li per donarlo a noi....così come il televisore che stava giù nella sala prove di Radiofreccia, del fratello di Fabio, che ce l'ha salito su, ma siccome il cavo dell'antenna non riceveva segnale...allora l'avevamo messo nello sgHUBuzzino.

Io ci ho provato a fare ordine da solo, sulla mensola regalata assieme al trapano prestato...che abbiamo tenuto qui due mesi per fare altri 2-3 buchi ma non sapevamo ancora dove in ufficio ...e quel prestare è diventato un donare da parte del fantastico zio di Fabio...lui ha montato la mensola perfettamente, noi ci abbiamo provato, il risultato se Robert metterà bene lo stucco ad un pezzo di parete staccato e Fabio ricomprerà il cacciavite anche quello prestato dallo zio, ma utilizzato in un "raptus creativo, demenziale di lucida follia"...quella trepidazione-fretta che hanno i bambini di finire un processo veloce, perchè vogliono giocare e non importa come questo venga fatto perchè se finisce il caricabatterie del trapano dello zio e tu non hai il caricabatterie e quello del tuo computer, cellulari, non è compatibile con lui e nemmeno con quello della stampante Hp che sta ora sopra la mensola (donata anche essa nuova e sottolineo nuova dalla vicina spazzatura adiacente al bellissimo anfiteatro sepolto di Taranto che ora abbiamo come parcheggio); stesso discorso per il portatile donato da Piero che ancora aspetta di accendersi anch'esso perchè dovremo trovare un'altro cavetto di alimentazione sempre diverso...insomma se la giocano burocrazia italiana e cavetteria non integrata a farti perdere più tempo....

....dicevo...in quel caos emergente, ho preso il quadretto donato dalla spazzatura di fronte all'anfiteatro-parcheggio per 10' posti auto di Taranto, (del resto un posto così come minimo la sua spazzatura deve regalarti cose all'altezza di ciò che sta sotto..)  mentre cercavo di sistemare un pò sempre in attesa di finire la postazione, di coworker e cavetteria, è emerso questo non me sono accorto, ma la cera colata già sul tv, con il quadretto della scarpa sopra e la macchia per terra che già c'era...da allora non ho avuto la forza e il coraggio di levarla; non so mi piace pensare che questa che alcuni chiamerebbero installazione (si scrive così?), per una madre magari è disordine puro, per me e il nostro staff di coworker è rielaborazione di caos emergente e chi avesse una macchiolina per terra, potrebbe prenderla con se a rotazione, a turno, ospitarla e leggere in quel televisore tutti i significati che non stanno più emergendo dalla Tv ....io non la guardo da anni se non per qualcosa di saltuario...non ne avrei il tempo, ma quella è stata la comunicazione più interessante che mi ha dato forse da quando ho smesso di vedere i cartoni animati ed è singolare che fosse spenta!

E questo lo dovevo a tutte le donne strumentalizzate come oggetto dalla tv

Se l'abbiamo fatto io-Fabio-Robert-lo zio di Fabio, il suo trapano ormai "sequestrato", il cacciavite ormai rotto sempre dello zio ed i generosi cassonetti di immondizia proprio sopra l'anfiteatro di Taranto lo potete fare tutti!

E questo lo dovevo al nostro meraviglioso anfiteatro sepolto che nessuno mai vedrà...forse più grande del Colosseo, ma questo lo lascerei dire ad esperti e meno esperti di beni culturali, sono loro quelli bravi!


a Presto!
2.0 - To do it's hero - farlo è da eroi! la favola la stiamo scrivendo tutti
sul forum del Peeripato in Kublai.

21 mag 2011

Questo è il mio lavoro, qualunque nome esso abbia!


19/05/2011

E' successa una cosa bellissima oggi, mia madre mi ha portato un DVD realizzato da un filmino fatto da loro anni fa, l'avevo visto forse un paio di volte, a non più di sei, sette anni. Non avevo mai pensato di digitalizzarlo in dvd, del resto io non ho mai usato i dvd video....non ho mai sopportato un suporto non riscrivibile.
E' stato emozionante vedermi a 2 anni in una pineta di girasoli....era periodo di comunioni, forse maggio

Il film devo ancora trovare il tempo e il coraggio di affrontarlo per mezz'ora :-) come mio padre credo che non l'ha visto, mentre mia madre ha aperto per la prima volta il dvd del computer per vederlo (si impara ciò che si ama)...

Immagini dopo ho visto, ma anche nei miei ricordi, in piazza San Marco, un dejavù del 3 luglio del Festival dell'Innovazione, e tra Leoni e cuspidi, ho notato in quei pochi frammenti di visione del film questo particolare sopra le cuspidi...non so ma a me piace pensare che siano nodi, reti, grafi ....che quell'immagine sia stata il seme (o il meme) del Peeripato, a voi la scelta.


Ed infine mamma, è la prima volta che ti chiamo così in pubblico, ho fatto uno screenshot "selavaggio" al volo di te che mangiavi un gelato, non so se te l'ho mai regalato,anzi forse non ti ho mai regalato davvero nessun oggetto, come con Critical City, ho aspettato tanto tempo prima di farti un regalo, a te e alle tue mani di sarta che cerco di baciare ogni volta che conosco o saluto una persona che sento speciale, che hanno fatto i primi sacchettini di missione girasole, colorati, arancioni, perfetti solo tu li potevi fare, come la lasagna della madre di Philo, che ci stavo chattando poco fa su skype ....parlando di destino e freestyle su di esso come replicavo io.

Dicevo, ho aspettato una vita prima di farti un regalo, e volevo che fosse davvero all'altezza della vita che mi hai saputo regalare quando dopo esserti ammalata di tifo mentre eri incinta di me, sei scappata poco prima di entrare in quella stanza, hai seguito il tuo istinto di madre, hai avuto il coraggio di conservare quel seme nonostante luminari e professori, avessero diagnosticato un figlio sicuramente con handicap gravi o autistico o peggio ancora.
Non so se hai avuto ragione di loro, ma sicuramente tutto quello che ho cercato di fare in questi anni è meritarmi di essere quel progetto, il tuo progetto, prendermene cura io stesso, ma soprattutto di donare quell'attimo di amore, quella scelta, quel bivio che tu hai scelto e per ringranziarti di quell'attimo di coraggio e amore, cerco di ripeterlo nel gesto di intuito, di amore, di collaborazione che al volo cerco di donare, sapendo che non sarà mai pari al tuo, la mia è creatività la tua creazione.

Vale poco lo so, forse meno dei nostri sacchetti di carta, (non parlo dei tuoi che sono speciali) ma stiamo cercando con Fa-Bio e con tutta la banda dei coworker, dei peeripatetici tutti, di kublai e di altri ecosistemi collaborativi, di piantarne il più possibile e di prendercene cura tutti.
Questo gelato è per te.....


E perdonami mamma se le dico a tutti queste cose prima che a te, ma noi non abbiamo mai avuto bisogno di parole e gesti per interagire....
E grazie anche a te papà, che hai fatto una foto che ora è un casino trasferire da questa macchinetta digitale, per via di cavetti miniusb introvabili, mentre sono davanti allo fermoimmagine dello screenshot con me sul prato, accosciato e con la mano di mamma con un sacchetto in mano, non l'ho ancora scaricata questa foto, vediamo se qualcuno al coworking (è sceso proprio oggi Andrea, per riportare sua madrea a Taranto, e  che collabora in FooTour, e in tutti  progetti quelli più complessi, perchè è lui il web architect dei framework, quello bravo...io non programmo, sbaglierei troppe volte e mi ridurrei ancora di più la vista, non faccio siti, o meglio preferisco lavorare su altri siti (storici e culturali).
Tutti pensano che io sia un tecnico, informatico, ma sono anni che non ho la tv e non la guardo, non ho mai avuto il dvd, e se non fosse stata forse per una interazione esterna, forse dal Progetto Memoria di Recidivi, notare che il primo nome del Peeripato è proprio cinemarecicivi dove recicivi stava per recidivi appunto. Una maestra rigorosa forse avrebbe fatto cancellare quel progetto aperto in quel modo, chissà magari riproverando quel bambino, mandandandolo dietro la lavagna...e forse e dico forse, quel bambino non avrebbe riaperto quel forum progettuale, o forse l'avrebbe aperto ma spaventato di sbagliare, di fare errori di provare, e tutte l'evoluzioni di questo forum progettuale non ci sarebbero stati.
E questo è per voi Mimmo & co. del borgo antico di Taranto, perchè vi meritate questo progetto, o la sua evoluzione, non dico la sua visione, quella l'ho copiata da voi, ma non diciamolo alle maestre che ci metterebbero come fanno sempre dietro la lavagna.
Quella stessa da cui mi affacciavo alle elementari per vedere il terzo piano di casa mia, ora occupata dai servizi sociali di Taranto, che devono prestare cura a quegli stessi bambini del borgo.
Cercate di meritarvelo ora




Elimina
Non sono stato nei tempi rispettati che fate l'accettate lo stesso questo compito? :-)
Questa foto è corale, l'ha posizionata mio padre, ha scattato quando si sentiva, io mi sono messo accosciato e avevo trovato lo screenshot di me a 2 anni tra i girasoli e due damigelle bianche, in una pineta, mia madre ha preso giustamente il suo sacchetto, io poi le ho chiesto di abbracciarmi, poi lei ha aggiunto il bigliettino coi semi di girasole, mio padre come sempre a brontolare, ma stavolta il Presto! ci stava tutto...
Se ci sono riusciti i Giacovelli-Santoro ci possono riusicre tutti!

Mi cola il naso e non me ne vergogno, perchè sono felice di poter giocare con Belloluogo...

16 dic 2010

-94 Giorni alla chiusura dei progetti - Diario di Bordo.

16/12/2010





(clicca sul countdown per andare al primo post da cui è scaturito)


Tre giorni fa insieme a Giovanni D'Aloia aka Jo Kino, di Kinovan, abbiamo fatto partire questa iniziativa, abbiamo inserito un conto alla rovescia associato ai nostri progetti, segnava 97 giorni, dopo di che in questi 3 mesi se non fossimo riusciti a trovare finanziamento ai nostri progetti, li avremmo chiusi.

 Ho postato sul mio blog, che in genere non viene mai commentato da nessuno, come molte cose che scrivo, progetti compresi, non so mai se sono apprezzati, capite, lasciano stupore o altro.

Ma non ho mai cercato applausi e consensi per cui mi importa solo sapere che ci sia ascolto e comprensione.
Evidentemente ciò è avvenuto, al di là dei numerosi commenti ed attestati di stima e di aiuto che sono arrivati, sia nel blog che in privato, segno tangibile che questa narrativa (cliccate sul conto alla rovescia), in effetti tocca le corde di un sentire comune, nell'era della precarizzazione dove mai come ora si fa sentire forse più del medioevo la divisione sociale in classi. Chi lancia degli ultimatum di questo tipo, sfidando a uscire allo scoperto, amici, nemici, franchi tiratori, detrattori, alleati, simpatizzanti e lacchè, diventa nell'immaginario collettivo un moderno Don Chisciotte, ma qui non ci sono idealisti che hanno la testa fra le nuvole, il meccanismo si è inceppato, i processi di accumulazione a livello mondiale sono fermi, per cui gli idealisti sono coloro che pensano che il Sistema così come è possa reggere a lungo, ormai sta implodendo è chiaro.

Noi vogliamo solo provare ad andare in una direzione, processi che ottimizzano risorse, aprono nuove frontiere, vogliamo sperimentare, se sbaglieremo ne pagheremo le conseguenze ma sarà un danno indolore nella Società, ma se invece avremmo contribuito a ottimizzare le risorse, a facilitare processi collaborativi, forse e sottolineo forse, saremmo stati molto concreti e pragmatici, dialettici con i processi socio-economici in atto. Altri insieme a noi, dopo di noi, saranno più bravi a correggere il tiro, a completare questo processo complesso e delicato che rappresenta una sfida non solo in termini personali e piccolo borghesi, ma in termini di accesso alle risorse, loro condivisione e sui modelli organizzativi.

Ci metto la faccia e porto in prima persona questa che considero una battaglia, che non è personalistica e piccolo-borghese, pro domo mea,  se avessi voluto attivare una società, l'avrei fatto parecchio tempo fa, con escamotage, scambi di favore, e chissà in quali altri modi, in cui avrei messo a frutto la creatività per scopi e fini personalistici. Ma a chi avrebbe giovato? a me stesso e basta! Questo non mi importa, per cui ciò che mi sta veramente a cuore è individuare una strada, un percorso per cui persone che hanno idee, visioni, progetti, modi di organizzarsi condividendo risorse e idee, con la logica open source, possano avere la possibilità di realizzare questi processi, a maggior ragione se sono precari, disoccupati, di una classe sociale subalterna.

E' una sfida a cambiare le logiche del sistema capitalistico nella sua fase globalizzata e decadente, iniziare ad apprendere le forme di un nuovo modello organizzativo e collaborativo, così come i processi storici ce li stanno fornendo, con termini quali "social", "sharing", "peering", "wiki", "open source".
Se questo non verrà permesso a noi e ad altri milioni come noi, allora vorrà dire che il processo con cui questa società si evolverà sarà traumatico in maniera inevitabile.




Strategie Collaborative

                                                                                                           




                                                                                                                             

11 nov 2010

Serendipità, Enterprise2.0, Manga, Kublai e un pensiero a Mandelbrot

11/11/2010





In basso lo screenshot della presentazione di LoAd comparsa ieri sul sito di Yooplus, società di consulenza italo-americana specializzata in tool e soluzioni per l'Enterprise2.0.
L'articolo è qui.
La presentazione su slideshare è qui.
Link all'articolo su Yooplus e alla presentazione.


La serendipità, ovvero quel particolare mix di casualità, di interazione caotica, di indagine di approfondimento in un determinato campo, sono da sempre alla base dei processi creativi e innovativi.
E questa storia che voglio raccontare ha molte di queste componenti.

Continua a leggere....


3 nov 2010

Enterprise2.0 e dintorni

03/11/2010



Circa due settimane fa, sono stato invitato dalla professoressa Barbara Scozzi, del Politecnico di Bari, sezione distaccata di Taranto, ad introdurre un seminario sull'Enterprise 2.0 e alcuni casi di studio in cui mi sono imbattuto e che sto seguendo come freelance.
Il tutto all'interno del corso di Elementi di Economia applicata all'Ingegneria di cui Barbara è la docente ma esteso ad altri   studenti dei corsi di laurea triennale in "Ingegneria Civile e per l'Ambiente e il territorio" e in "Ingegneria dei Sistemi Industriali e Elettronici"

L'atteggiamento con cui sono andato a incontrare gli studenti è quello aperto, solito che mi contraddistingue di chi vuole coinvolgere gli altri a "giocare" con i suoi stessi giochi, complessi, ma indubbiamente affascinanti.

La presentazione, che era pensata per essere multimediale, ovvero con rimandi frequenti a video e internet, è stata un pò limitata, dai classici e ormai routinari problemi tecnici col wifi, aggravati dal fatto che proprio il giorno prima avevo perso la sim della chiavetta di connessione; ma è stato un problema bypassato, purtroppo ai bellissimi video di Kublai, di Salento Fun Park, di Curitiba, di Critical City, di un paio di applicazioni di Arduino, mi sono dovuto sostituire io come cantastorie.

Come potrete vedere la presentazione si suddivide in 4 slot, dei quali
  1.  Il primo è un'introduzione a quelli che sono i paradigmi dell'Enterprise 2.0, ed è stato un pò come spiegare le istruzioni dei giochi ancora non facendoli vedere.
  2. I tool dell'Enterprise2.0 e quelli che uso più di frequente
  3. I casi di studio 
  4. Passare all'azione, ovvero la prima scadenza del 10 Novembre in cui c'è il Festival dell'Innovazione, in cui potrebbero inserire le proprie idee, ed una l'ho suggerita nella slide 32.
Adesso ho portato via i giochi, ma ho detto loro, che su Kublai li possono ritrovare... chissà se ora alcuni di loro verranno a giocare :-)
La presentazione è questa, il prossimo obiettivo è arrivare a definire un documento di Progetto, più strutturato entro il 1 Dicembre, ovvero per il Festival dell'Innovazione, in cui mi piacerebbe incontrare diversi dei progettisti del Peeripato e non, oltre che organizzare una corposa presenza da Taranto.

Dimenticavo, la presentazione idealmente l'ho dedicata a Benoit Mandelbrot, andato via il 14 Ottobre 2010, grosso modo lo stesso giorno in cui Barbara mi ha chiesto di partecipare al seminario....
"Meraviglie senza fine saltano fuori da semplici regole, se queste sono ripetute all'infinito" (B.Mandelbrot)



29 ott 2010

Conto alla rovescia per un seminario

29/10/2010



Quello di sotto è un conto alla rovescia per un seminario che come LoAd, terrò il 3 Novembre 2010, al Politecnico di Bari, sezione di Taranto,  su Enterprise2.0 e diversi case study che vedono LoAd impegnata in prima linea con le varie start up.
A breve slide e aggiornamenti.
Un saluto da San Francisco....





La natura è 1.0 o 2.0? 


7 ott 2010

Adunata - Episode II: sintesi e idee per il futuro

07/10/2010



 Alla ripresa del terzo anno di Kublai, ci sono come in tutti i progetti che si rispettino, riflessioni e criticità da superare. Come è prassi consueta, si è convocato un consiglio tribale tra progettisti e membri attivi della community, oltre allo staff per individuare prassi e soluzioni possibili ad alcuni di queste criticità emerse. Di seguito una sintesi di Marco Colarossi dello staff di Kublai.

Alla seconda Adunata di Kublai siamo arrivati dopo tre settimane di discussioni all’interno del Club dei Progettisti, oltre 160 commenti e molte proposte da discutere.
.
Era un po’ che non ci trovavamo all’Auditorium, e dopo una partenza spedita per affrontare tutti i temi in agenda, ai primi interventi dei kublaiani presenti (oltre 25, fra vecchia guardia e nuovi arrivati) ci siamo resi conto che serviva un giro di presentazioni, ma soprattutto che si era sentita la mancanza di questi incontri al Porto dei Creativi (regalo del nostro architetto per eccellenza Asian) dove la sensazione è veramente di parlare stando seduti fianco a fianco, mentre in realtà eravamo distribuiti ai quattro angoli della penisola.

Ma vengo subito alle proposte in discussione e alle decisioni prese, cercando di fare una sintesi anche se mi rendo conto sia cosa ardua, perciò invito tutti a correggermi ed integrare.

3 ott 2010

Raccolta di poesie "La Fenice" 1990-2010

03/10/2010



Pochi giorni prima del mio compleanno, mi è balenata l'ìdea di ricambiare gli auguri che avrei ricevuto telematicamente con un ebook, che sarei riuscito a realizzare nei giorni successivi e così che è nata la raccolta di poesie "La Fenice".
La Fenice è una raccolta di Poesie scritte tra il 1 ottobre del 1990 e il 1 Ottobre del 2010, sono scritti inediti che pochissimi avevano letto se non in alcuni frammenti.
Le ho custodite per 20 anni in maniera così intima e riservata, tanto riservata ...che molte di loro non le ho più trovate, andate perse con le agende in cui erano appuntate di getto, perse nei vari traslochi, o in foglietti in un bar, o in altri supporti, o in qualche blog o file ormai non più rintracciabili.

Hanno avuto valore sopratutto per me, mi hanno permesso di guardarmi come in uno specchio, guardare in faccia tutti i sentimenti e le emozioni che nel corso della vita ci troviamo ad affrontare, tutti mescolati insieme rabbia, amore, lotta, determinazione, scoramento....ma in tutti la matrice comune è stata la Fenice, il simbolo mitologico, l'archetipo per eccellenza della rinascita, di chi ogni volta pur cadendo per terra cerca di ritornare in forze sulle sue gambe.
Ci sono diverse chiavi di lettura e metafore direttamente lette dall'inconscio, oltre che un carpire come da un' inconscio collettivo, alcuni stati d'animo, sensazioni, emozioni, per cui in ogni poesia c'è come una tensione tra una profondità verticale di introspezione ed una orizzontalità di comunanza di sensazioni collettive.

Le Dedico a tutti voi che nel 1 Ottobre 2010 mi avete fatto gli auguri l'anteprima di questa pubblicazione, ebook.
Dedico queste poesie a tutti coloro che le hanno ispirate, le hanno condizionate, hanno lambito momenti della mia vita in cui sono state pensate, coltivate e scritte, a tutti coloro che mi affiancano in questo momento e tutti coloro che lo faranno in futuro.

Ma soprattutto le dedico a due persone che ora non ci sono più entrambi compagni di casa a Parma e Bologna, entrambi andati via nel 1999, a cui devo la forza di aver superato diverse prove nella mia vita, sentendo la loro presenza e la loro energia vicine....grazie Leo, grazie Alberto.

Taranto 01 Ottobre 2010 



 
"La Fenice" raccolta poesie 1990-2010

23 lug 2010

Report dei progetti della settimana in Kublai (09-23 luglio)

23/07/2010



In questo post raggruppo i progetti in evidenza, delle ultime due settimane su Kublai.
Settimana (09-16 Luglio): Anna Venegoni, Cofarming, ProCivibus, Provincia Creativa

L’estate incalza inesorabile e conseguentemente le attività sul social network iniziano fisiologicamente a calare. Parimenti, però, iniziano a intensificarsi momenti di incontro, socializzazione, relax, festival organizzati da kublaiani o semplicemente partecipati dagli stessi. Invitiamo a segnalare nella sezione appuntamenti questi eventi di cui si è organizzatori o semplicemente partecipanti proattivi in cui si invita a fare networking con altri progettisti.


Settimana (16-23 luglio): Peeripato, Prestiamoci, Reti Glocali, Ink World e Gli Affidabili.

Prima del rallentamento estivo di Agosto – una delle pochissime regole condivise e trasversali in Italia arriva questo report sui progetti della settimana; continuiamo a invitare tutti i progettisti ad utilizzare, in questo periodo più che mai, la sezione degli appuntamenti e segnalare eventuali attività estive, quali workshop, eventi, festival ed altro utili magari a realizzare occasioni di incontro territoriali e perché no, anche turistiche tra kublaiani.


Per chi volesse "ripassarsi" i vari progetti della settimana precedenti, qui c'è tutta la lista

Dopo tanto correre....sono un pò stanchino....


15 lug 2010

Progetti della settimana (02-09 luglio) in Kublai.

15/07/2010



E’ stata una settimana in cui si sono manifestate sinergie e segnali deboli di salto di complessità nelle interazioni tra i progetti, in particolare strutturati su base territoriale. Questo è stato uno dei vari argomenti trattati al VeneziaCamp nella sessione Ecosistemi Aumentati, reti che attivano territori, in cui erano convogliati diversi progetti dell’ ecosistema Kublai: FooTour, Cities, Pazienti.org, Prestiamoci.itGenitron Sviluppo, Oltre la lavagna.

continua a leggere su Kublai 

11 lug 2010

Soluzioni complesse per problemi semplici, qual è la fermata giusta?

11/07/2010




Questo post nasce in realtà come commento di risposta a questo post di Alberto Cottica nel suo blog, sull'argomento "ultimo barcamp" e come proseguimento alla discussione avviata in battello prima e dopo il barcamp di Venezia.

Condivido l'approccio ad andare a fondo nelle cose, nella ricerca del dettaglio, di non fermarsi alla superficie, del sacrificio, dedizione e studio necessarie per ottenere risultati di rilievo, tuttavia scrivo questo post per zelo, per cercare io stesso di non essere poi superficiale e banale, costretto ad esserlo da un commento, anche se non è detto che anche il post mio non lo sia, ma ci provo.
"Dispongo di una meravigliosa dimostrazione di questo teorema, che non può essere contenuta nel margine troppo stretto della pagina", così scriveva Fermat un pò serio  e un pò probabilmente burlandosi dei vari matematici dell'epoca in merito alla dimostrazione della sua congettura matematica, molto semplice nell'enunciazione ,   
    con n > 2
dove per n=2 si riduce al ben famoso Teorema di Pitagora.

continua a leggere...

16 apr 2009

Muoversi a stormi: regole di interazione locale per influenzare i social network

16/04/09
Segnalo questo post via Alberto Cottica

Nella seconda metà degli anni 80 mi sono interessato per un po’ di computer graphics, e mi sono imbattuto in Symbolics, uno spinoff del MIT AI Lab che si occupava tra l’altro di visualizzazione avanzata. Questo video, presentato da Symbolics a SIGGRAPH 1987, mi colpì moltissimo: come facevano a fare muovere uno stormo di uccelli in un modo così naturale? Al tempo sembrava stregoneria, e io del resto ero uno studente di economia della provincia italiana, senza nessuna possibilità di capire il lavoro dei maghi del computer del MIT; quindi ho accantonato la domanda. Fino a che, nel 2009, mi è capitato di leggere un libro del 1992, Complexity di Mitchell Waldrop, che ha la risposta alla mia domanda di 22 anni prima. Ogni uccello dello stormo (o pesce del branco), segue tre semplici regole di comportamento:

1. Prova a mantenere una distanza minima dagli altri oggetti dell’ambiente, inclusi gli altri uccelli/pesci (Craig Reynolds a Symbolics li chiamava “boids”).
2. Prova ad adeguare la propria velocità a quella degli altri uccelli/pesci nelle vicinanze.
3. Prova a spostarsi verso il centro di gravità degli altri uccelli/pesci nelle vicinanze.

La naturalezza dei movimenti dello stormo è emergente. Per quanto ne sa il programma, non c’è nessuna entità chiamata stormo: sta animando dei singoli boids. Semplici regole di interazione locale tra di essi producono un comportamento collettivo elegante ed efficace.

Aspetta un attimo. Questo non è poi così diverso da quello che succede in Kublai. Esempio: volevamo che la community salutasse i nuovi iscritti. Naturalmente non è una cosa che si possa fare per decreto. Quindi abbiamo fatto così: Walter e io, che siamo amici e anche membri molto attivi della community, abbiamo creato un Welcome Group e abbiamo iniziato a farlo. Questo ha generato un movimento che può ricordare il volo di un (piccolo) stormo: i nostri “vicini di rete”, o almeno alcuni di essi, si sono a loro volta iscritti al gruppo e hanno iniziato anch’essi a dare il benvenuto ai nuovi entrati. In breve tempo hanno sviluppato un modo più efficace di tenere nota di chi stava facendo cosa (dopo un po’ di tentativi-ed-errori Pico ha proposto un widget che va bene per tutti), e i loro vicini di rete hanno cominciato a imitarli… iniziatori compresi!

Le communities sono, per definizione, impossibili da controllare; ma certamente è possibile influenzarle. Questa affermazione è abbastanza ovvia, molti di noi ne hanno fatto esperienza. Questa intuizione di volare a stormi, se confermata dall’analisi, potrebbe portare allo sviluppo di tecniche per influenzare i social network (non sono sicuro che “gestire” sia una parola appropriata) basate sulla costruzione di “isole” di interazione locale in cui certe regole sono accettate, e da cui poi queste regole si propagano attraverso le connessioni della rete stessa. Naturalmente la localizzazione di queste isole è importante: in Kublai Walter e io siamo le persone di gran lunga più centrali negli autovettori, secondo Ruggero.

Mi chiedo se questo meccanismo possa aiutarci a capire perché la gente sembri “troppo collaborativa” sui social networks e perché, di converso, i comportamenti opportunistici siano molto meno diffusi di quanto si possa pensare “da fuori” (e infatti “da fuori” la rete sembra un luogo pericoloso ai vari D’Alia, Carlucci, Rossi et cetera). La cooperazione è una proprietà emergente delle reti, anziché una intrinseca delle persone?