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16 nov 2017

Ritorna il blog di LoAd



Aggiornamento del 13 Giugno 2018, il blog di Load Strategie Collaborative diventa il Peeripato, incubatore virtuale di progetti e start up in fase alpha, rimarrà la Pagina  facebook di Load Strategie Collaborative.


Dopo alcuni anni di silenzio ritornano il blog e la pagina facebook di LoAd, in realtà non avevo smesso di prestare consulenze con il modello LoAd Strategie Collaborative, semplicemente erano più sfumate e meno evidenti, non avevo più l'endorsement istituzionale di Kublai.

In ogni caso da quest'anno si è riaperto un nuovo ciclo di consulenze e collaborazioni, con una start up musicale (www.musplan.com che si avvierà a giorni) e un'altra che si avvierà nei prossimi mesi, oltre a numerosi progetti e collaborazioni in start up, imprese creative e artistiche.

Per adesso cercheremo di metterle a sistema tramite la pagina facebook, e questo blog, che però presto potrebbe essere superato da una piattaforma più efficiente (un social network apposito con gruppi di discussione, video, fotografie, un modello più partecipativo e coinvolgente del classico gruppo facebook).

Di seguti le linee guida di LoAd e della nostra visione collaborativa:

LoAd Strategie Collaborative, è una società con il paradigma di contribuire alla creazione di un` ecosistema collaborativo in cui i diversi attori apportino innovazione e conoscenza e partecipino alla realizzazione di servizi e soluzioni personalizzate.
LoAd è fatta da relazioni tra aziende e persone , interazioni che possono mutare, cambiare, ampliarsi ed estendersi, non è una società da intendersi in senso classico con organigrammi rigidi, ma è fatta di persone che si ascoltano, si parlano, si incontrano e concordano su idee e progetti, a volte divergono, ma propongono conoscenza, soluzioni, idee, linee metodologiche concrete.
LoAd si accosta alle linee di principio della Wikinomics:
  • apertura (capacità di ascolto, confronto e messa in discussione dei paradigmi esistenti, si veda in seguito Clutrain Manifesto).
  • peering scambio libero e volontario di dati, informazioni e conoscenza tra due o più soggetti, al fine di ottenere un reciproco vantaggio in termini di condivisione di conoscenza, esperienze, dati, informazione, a fronte di una riduzione dei costi di approvigionamento delle stesse.
  • condivisione (economia basata sull' open source (in senso lato), i servizi creati sono prevalentemente gratuiti su interazioni di base a largo consumo, prevedendo personalizzazioni e processi consulenziali personalizzati derivati).
  • azione di portata globale (capacità e possibilità di rendere estendibile su larga scala le idee, le prassi sperimentate in un contesto pilota, che siano risultate particolarmente efficaci).
LoAd si accosta alle linee di principio de Il Cluetrain Manifesto
LoAd strategie collaborative si ispira a vari principi, in primis l’etica hacker fatta di libera collaborazione e creazione di un’ecosistema di lavoro comune che avvantaggi i soggetti più capaci e meritevoli in termini di qualità e di impegno per l’ecosistema stesso.
Favorire le relazioni collaborative e di partnership tra associazioni, artisti, start up per creare un ambiente in cui le separazioni siano più sfumate e l’ecosistema creato apporti vantaggi condivisi e distribuiti.
Teoria della complessità, ispirata dalla natura e dalla branca della fisica moderna e delle neuroscienze, che vede i processi caotici autorganizzarsi e apprendere da se stessi e dall’ ambiente circostante.
Saranno promosse e aiutate nella loro strategia di comunicazione, di sostenibilità e di ricerca partnership associazioni creative, artistiche e start up che si mettano in contatto gratuitametne con LoAd.
Non è richiesto alcun compenso per la consulenza erogata, fiduciosi di creare valore per l’intero ecosistema e di vantaggio per le iniziative che segue più direttamente LoAd.
Questa pagina si vuole porre come un think thank di scenari collaborativi futuribili e presenti, selezione di idee e articoli interessanti, ed elaborazione di proposte per un cambiamento in senso positivo della società e della condizione umana e dell’economia.
Sarà data priorità a iniziative quali arte condivisa, teatro sociale (svolto in spazi pubblici o nelle case private) , musica indipendente (festival , dayoff, microeventi, home concert), arte libera e indipendente, laboratori di stampa 3d e fablab, open source e free software, home schooling, autoapprendimento via internet, piattaforme diffuse di sharing economy, crowdfunding (equity, e non), blockchain, mobilità sostenibile, energia cleantech e decentrata, orti sociali e forme di bioedilizia; sono benvenuti artisti, musicisti, ricercatori, scienziati, operai maker , contadini moderni, studenti, e tutti coloro che vogliano apportare un contributo fattivo di idee e processi materiali e circoli virtuosi. Proponete le vostre idee a w.giacovelli@gmail.com e cercheremo di realizzarle trovando le migliori strategie collaborative e di sostenibilità.

21 feb 2012

Intervista con Jo Kino del progetto Kinovan

21/02/2012
Oggi sono con Giovanni D'Aloia in arte Jo Kino, già pluripremiato performer artist e vj in varie manifestazioni italiane ed estere. Jo kino da alcuni anni insegue un sogno che sta materializzandosi come progetto che ha chiamato Kinovan.
Jo Kino cosa è il kinovan esattamente ? 
Kinovan Srl è una società di produzione audiovisiva specializzata nei new media e nei linguaggi della crossmedialità.Fornisce soluzioni su misura, rivolgendosi ad agenzie di comunicazione, organizzatori di eventi, produzioni audiovisive e teatrali, scuole e centri di ricerca, istituzioni pubbliche e imprese che vogliono utilizzare gli strumenti della crossmedialità e dei social media, con il  supporto creativo di una vasta community di professionisti.

Il Kinovan è uno studio mobile di nuova concezione rispetto al classico ob-van della produzione televisiva: è un minibus ecologico allestito per poter funzionare come regia mobile per eventi crossmediali, sala di montaggio e postproduzione per produzioni audiovisive o come laboratorio itinerante per la formazione. Precisamente quali servizi potrà fornire il Kinovan? Possiamo suddividerli prevalentemente in quattro aree ben distinte :
  • Eventi Culturali
  • Cerimonie
  • Videomarketing
  • Videoclip & Videodesign
Per maggiore approfondimento vedere le slide in basso


Quanto è difficile essere una start up e quali collaborazioni hai realizzato per affermare questo progetto?
E' quasi inutile ribadire quanto in Italia sia difficile realizzare una start up, c'è poca attenzione e fiducia da parte dei potenziali investitori, (banche, fondi private equity, venture capital, ecc) che preferiscono in genere investire su progetti a maggiore garanzia di rendimento e di facile scalabilità dello stesso.
Ad ogni modo il mio progetto è stato incubato dentro Kublai, piattaforma collaborativa per seguire centinaia di idee e progetti creativi provenienti da tutta Italia, tramite la quale ci siamo conosciuti tra l'altro. Inoltre ho presentato il progetto in varie occasioni, ultimamente al neonato Hub di Bari ed in precedenza alla manifestazione itinerante Working Capital assieme ad altre start up come il kinovan.
Ultimamente invece sono affiancato in qualità di temporary manager dall'economista Giovanni Vita, esperto di start up e di reti imprenditoriali a impatto sociale, autore tra l'altro del libro "Progetto in Puglia". Non ci resta allora che incrociare le dita e farti i nostri migliori auguri per il tuo progetto Kinovan, Giovanni e tieni duro non mollare anche se la strada è realmente in salita.                                                                                                                    Walter Giacovelli

7 feb 2012

Volunia ovvero ansie da prestazione all'italiana

Ieri c'è stato il tanto atteso (nella comunità blogger e accademica almeno) debutto  di Volunia, ovvero il nuovo motore di ricerca realizzato in Italia grazie al ricercatore e professore di matematica ordinario a Padova Massimo Marchiori. Per coloro che non conoscessero questo geniale ricercatore, basti ricordare che già nel 1997 fu autore di ricerche sull'algoritmo Hypersearch che ispirò certamente il concetto di pagerank alla base dell'algoritmo di ricerca di Google. 
Se questa credenziale non bastasse, ricordiamo che lo stesso è stato ricercatore al Medialab del MIT di Boston con Tim Burner Lee colui che il web lo ha praticamente inventato; pertanto è una figura di primissimo piano nel panorama del web internazionale per questa ragione Forbes e altre testate giornalistiche forse più che quelle italiane hanno dato molto clamore al lancio mondiale.
Detto questo entriamo invece nel merito di come la comunità degli opinion leaders di internet ha reagito a questa presentazione, ed entriamo qui nelle note dolenti perchè a quanto pare c'è stata o un'esaltazione patriottistica di questa piattaforma o una bocciatura altrettanto drastica, per un servizio che non è ancora in beta, è ancora in fase di sperimentazione e indicizzazione in un settore molto complesso come quello della ricerca dove colossi come Microsoft o Yahoo sono in netta difficoltà rispetto a Google.
Purtroppo ci sono limiti innegabili in questa vicenda, dalla presentazione che qualcuno ha definito poco spettacolare non si pretendevano certo i fuochi di artificio, ma che fosse svecchiata dal baronato universitario questo si, al proiettore che non funzionava (è successo anche a me ma è successo anche a Steve Jobs alla presentazione dell'iPad), realizzata in italiano ma senza sottotitoli almeno in inglese, che denotano come il progetto non abbia ancora una sua maturità commerciale e quindi spettacolarizzata dal marketing.
Ma coloro che stroncano il progetto dalla sola presentazione commettono un delitto incredibile, sarebbe come stroncare ad esempio una macchina di formula 1 solo dall'estetica e non dalle prove su strada, soprattutto per tutto ciò che proviene dall'Italia che ha saputo già creare eccellenze nel campo dell'elettronica dal microprocessore co-inventato da Federico Faggin al motore di ricerca Bing inventato da un ricercatore italiano, Lorenzo Thione ma quello che è mancato in tutti questi contesti è stata una presenza forte di investitori e capitale italiano in grado di trattenere queste ricerche e queste invenzioni nel nostro Paese piuttosto che farle migrare.
Da queste prime ore nell'esperienza di Volunia escono ridimensionate e con un invito a un'autocritica tutte le componenti degli opinion leaders dell'industria informatica italiana, dalle Università (come quelle di Padova) ancora anni luce da Stanford, i bloggers criticoni che si appigliano a un proiettore non acceso o ad una presentazione di scarso appeal, agli investors italiani (magari quelli vicini alla Telecom e Working Capital) che non hanno supportato un'iniziativa di questa portata ed ora giocano al ribasso, per cui per leggere commenti autorevoli su Volunia o cercateli in inglese come sempre più obiettivi oppure attendete che la storia declami un successo o un fallimento.
Per il momento onore comunque a Marchiori che senza astio verso Google è rimasto in Italia con tutto ciò che ne è comportato, ed anzi ha saputo innovare senza competere a testa bassa col gigante Google, ma con pensiero laterale estendendo la ricerca in chiave social.

20 dic 2010

- 90 Richiesta di accesso al credito da Bancoposte Spa - Diario di bordo

20/12/2010





(clicca sul countdown per andare al primo post da cui è scaturito)







Avvertenza: questo racconto si basa su fatti reali, in ogni caso è la libera interpretazione di un cliente che ha chiesto un servizio, non può e non deve essere preso come valutazione economica e professionale di un servizio creditizio al cittadino.


Oggi mi sono recato presso la mia banca, Bancoposta, a cui 7 anni fa ho voluto dare fiducia, credendo nel loro piano di ammodernamento e ristrutturazione, una banca di prossimità legata al territorio, vicino alle esigenze dei giovani, non solo a quelle dei pensionati che come mia nonna di 93 anni si recano come un rito ogni mese a incassare la pensione.

Ho parlato con 2 responsabili dell'area commerciale, è stata la seconda volta in 7 anni, la prima era avvenuta per un cambio di residenza avvenuto in 3 anni di domiciliazione della posta, compresa quella relativa alle loro comunicazioni.

 Subito ho chiarito le mie esigenze, mi servono 30-35 mila euro per avviare una piattaforma web che sia al centro di vari progetti alcuni di questi già attivi, ed altri in attesa di implementazione.
Senza chiedere ulteriori informazioni su che genere di servizi erogassi e intendessi implementare mi sento chiedere se avessi dei garanti...a cui ho risposto, il prestito è per la mia ditta e garantisco io (non posso farlo con un rene, ma volendo ci si poteva mettere d'accordo!).

Evidentemente se non sei un lavoratore dipendente o pensionato, il Bancoposta necessita di garanti, se hai una ditta e non disponi di un contratto a tempo  indeterminato. Il punto è che il mondo è un tantino cambiato rispetto a quando venne istituito il credito da loro concesso, visto che ormai il 50% e più degli under 40 non dispone di un contratto a tempo indeterminato.

In ogni caso sollevo due dubbi, il primo è ma voi se un lavoratore è a tempo indeterminato vi accontate quindi della garanzia della sua azienda...cioè date per scontato che per un tempo X questa azienda vada bene, non licenzi, non metta in cassa integrazione o altro, cosa che non è realistica nella moderna economia (purtroppo!).

Seconda cosa, ammettiamo che venga l'imprenditore di successo dell'azienda X da voi, e vi dica, voglio un prestito, be chi è il suo garante?
Il suo reddito mi sento rispondere, ovvero lo stato di salute della sua Azienda.

In pratica  per erogare un prestito di media entità ad un libero professionista o imprenditore, si baserebbero sul gettito fiscale dell'azienda, ma immagino senza utilizzare sofisticati servizi di rating finanziario, quelli non vengono utilizzati nemmeno a volte per i grossi prestiti a grosse società, figuriamoci per un prestito di bassa entità diciamo sotto i 100 mila euro.
In pratica è un pò un fidarsi dei bilanci della società, senza poter in realtà verificare sia lo stato di esposizione reale e creditzio della stessa o eventuali debiti reali.....a questo punto mi chiedo si fidano di chi movimenta flussi di cassa e vedono solo i flussi senza la reale esposizione e non si fidano di chi ha idee, progetti, relazioni, asset intangibili, ma ha pochi flussi di cassa ma evidentemnete anche poche esposizioni debitorie.

Prima di congerdami ribadisco, sia per Poste Italiane che per Deutch Bank che è in realtà il vero ente creditizio che realizza crediti, che in quanto cliente affezionato da 7 anni, con i cui soldi depositati avranno generato interessi e profitti quindi, non mi sentivo soddisfatto dal loro servizio, che quindi a me e al 50% di under 40 in Italia come me non era utile e che fra una ventina di anni in cui in Italia i pensionati (eccetto mia nonna di 93 anni, fossero insomma trapassati), be il loro modello non avrebbe retto a lungo.

Gli faccio vedere col palmare al volo una piccola mappa, un sistema di crowdfunding che potrebbe colmare queste lacune appunto, un sistema di finanziamento relazionale, di amici e parenti a te prossimi che investono e credono nel tuo servizio, nel tuo progetto, che sarebbero disposti a concentrare i loro fondi in un deposito che possa aiutarti appunto e vicendevolmente farlo anche con loro.



Mi chiede uno dei supervisori, già ma che garanzie dareste? Intanto quella di condividere un'esperienza di progetto, sapere dove abita chi sto finanziando e lo "vado a trovare sotto casa", gli offro un caffè, posso lavorare con lui, realizzare già delle relazioni di valore, anzichè ora finanziare non so chi e non so cosa...
Mi guarda e mi dice mi hai fatto pensare a molte cose...

Già gli do gli auguri di buon anno, sapendo che non riceverò nemmeno un'agenda 2011quest'anno dal mio Bancoposta.

































16 dic 2010

-94 Giorni alla chiusura dei progetti - Diario di Bordo.

16/12/2010





(clicca sul countdown per andare al primo post da cui è scaturito)


Tre giorni fa insieme a Giovanni D'Aloia aka Jo Kino, di Kinovan, abbiamo fatto partire questa iniziativa, abbiamo inserito un conto alla rovescia associato ai nostri progetti, segnava 97 giorni, dopo di che in questi 3 mesi se non fossimo riusciti a trovare finanziamento ai nostri progetti, li avremmo chiusi.

 Ho postato sul mio blog, che in genere non viene mai commentato da nessuno, come molte cose che scrivo, progetti compresi, non so mai se sono apprezzati, capite, lasciano stupore o altro.

Ma non ho mai cercato applausi e consensi per cui mi importa solo sapere che ci sia ascolto e comprensione.
Evidentemente ciò è avvenuto, al di là dei numerosi commenti ed attestati di stima e di aiuto che sono arrivati, sia nel blog che in privato, segno tangibile che questa narrativa (cliccate sul conto alla rovescia), in effetti tocca le corde di un sentire comune, nell'era della precarizzazione dove mai come ora si fa sentire forse più del medioevo la divisione sociale in classi. Chi lancia degli ultimatum di questo tipo, sfidando a uscire allo scoperto, amici, nemici, franchi tiratori, detrattori, alleati, simpatizzanti e lacchè, diventa nell'immaginario collettivo un moderno Don Chisciotte, ma qui non ci sono idealisti che hanno la testa fra le nuvole, il meccanismo si è inceppato, i processi di accumulazione a livello mondiale sono fermi, per cui gli idealisti sono coloro che pensano che il Sistema così come è possa reggere a lungo, ormai sta implodendo è chiaro.

Noi vogliamo solo provare ad andare in una direzione, processi che ottimizzano risorse, aprono nuove frontiere, vogliamo sperimentare, se sbaglieremo ne pagheremo le conseguenze ma sarà un danno indolore nella Società, ma se invece avremmo contribuito a ottimizzare le risorse, a facilitare processi collaborativi, forse e sottolineo forse, saremmo stati molto concreti e pragmatici, dialettici con i processi socio-economici in atto. Altri insieme a noi, dopo di noi, saranno più bravi a correggere il tiro, a completare questo processo complesso e delicato che rappresenta una sfida non solo in termini personali e piccolo borghesi, ma in termini di accesso alle risorse, loro condivisione e sui modelli organizzativi.

Ci metto la faccia e porto in prima persona questa che considero una battaglia, che non è personalistica e piccolo-borghese, pro domo mea,  se avessi voluto attivare una società, l'avrei fatto parecchio tempo fa, con escamotage, scambi di favore, e chissà in quali altri modi, in cui avrei messo a frutto la creatività per scopi e fini personalistici. Ma a chi avrebbe giovato? a me stesso e basta! Questo non mi importa, per cui ciò che mi sta veramente a cuore è individuare una strada, un percorso per cui persone che hanno idee, visioni, progetti, modi di organizzarsi condividendo risorse e idee, con la logica open source, possano avere la possibilità di realizzare questi processi, a maggior ragione se sono precari, disoccupati, di una classe sociale subalterna.

E' una sfida a cambiare le logiche del sistema capitalistico nella sua fase globalizzata e decadente, iniziare ad apprendere le forme di un nuovo modello organizzativo e collaborativo, così come i processi storici ce li stanno fornendo, con termini quali "social", "sharing", "peering", "wiki", "open source".
Se questo non verrà permesso a noi e ad altri milioni come noi, allora vorrà dire che il processo con cui questa società si evolverà sarà traumatico in maniera inevitabile.




Strategie Collaborative

                                                                                                           




                                                                                                                             

10 dic 2010

Festival dell'Innovazione 2010 - Kublai e nuovi modelli di Enterprise2.0

09/12/2010



Presentazione di alcuni casi di studio progettuali in Kublai alla luce dei nuovi scenari per l'enterprise2.0.
Relatore: LoAd - Walter Giacovelli

Consigliato vederla in parallelo con la presentazione su Slideshare: http://slidesha.re/byLuD3


Nello slot, "Approccio wiki alle politiche pubbliche" con Alberto Cottica autore di Wikicrazia e responsabile del progetto Kublai, Annibale D'Elia referente progetto Bollenti Spiriti/Principi Attivi, Rossella Tarantino referente del progetto Visioni Urbane.



Per sapere come è nata la presentazione, andare al penultimo post che ha preceduto questo.

Per sapere cosa ha preceduto la realizzazione del corto finale, Il contagocce e due bicchieri, la notte del 30 Novembre andare al post precedente su questo blog.


3 nov 2010

Enterprise2.0 e dintorni

03/11/2010



Circa due settimane fa, sono stato invitato dalla professoressa Barbara Scozzi, del Politecnico di Bari, sezione distaccata di Taranto, ad introdurre un seminario sull'Enterprise 2.0 e alcuni casi di studio in cui mi sono imbattuto e che sto seguendo come freelance.
Il tutto all'interno del corso di Elementi di Economia applicata all'Ingegneria di cui Barbara è la docente ma esteso ad altri   studenti dei corsi di laurea triennale in "Ingegneria Civile e per l'Ambiente e il territorio" e in "Ingegneria dei Sistemi Industriali e Elettronici"

L'atteggiamento con cui sono andato a incontrare gli studenti è quello aperto, solito che mi contraddistingue di chi vuole coinvolgere gli altri a "giocare" con i suoi stessi giochi, complessi, ma indubbiamente affascinanti.

La presentazione, che era pensata per essere multimediale, ovvero con rimandi frequenti a video e internet, è stata un pò limitata, dai classici e ormai routinari problemi tecnici col wifi, aggravati dal fatto che proprio il giorno prima avevo perso la sim della chiavetta di connessione; ma è stato un problema bypassato, purtroppo ai bellissimi video di Kublai, di Salento Fun Park, di Curitiba, di Critical City, di un paio di applicazioni di Arduino, mi sono dovuto sostituire io come cantastorie.

Come potrete vedere la presentazione si suddivide in 4 slot, dei quali
  1.  Il primo è un'introduzione a quelli che sono i paradigmi dell'Enterprise 2.0, ed è stato un pò come spiegare le istruzioni dei giochi ancora non facendoli vedere.
  2. I tool dell'Enterprise2.0 e quelli che uso più di frequente
  3. I casi di studio 
  4. Passare all'azione, ovvero la prima scadenza del 10 Novembre in cui c'è il Festival dell'Innovazione, in cui potrebbero inserire le proprie idee, ed una l'ho suggerita nella slide 32.
Adesso ho portato via i giochi, ma ho detto loro, che su Kublai li possono ritrovare... chissà se ora alcuni di loro verranno a giocare :-)
La presentazione è questa, il prossimo obiettivo è arrivare a definire un documento di Progetto, più strutturato entro il 1 Dicembre, ovvero per il Festival dell'Innovazione, in cui mi piacerebbe incontrare diversi dei progettisti del Peeripato e non, oltre che organizzare una corposa presenza da Taranto.

Dimenticavo, la presentazione idealmente l'ho dedicata a Benoit Mandelbrot, andato via il 14 Ottobre 2010, grosso modo lo stesso giorno in cui Barbara mi ha chiesto di partecipare al seminario....
"Meraviglie senza fine saltano fuori da semplici regole, se queste sono ripetute all'infinito" (B.Mandelbrot)



29 ott 2010

Conto alla rovescia per un seminario

29/10/2010



Quello di sotto è un conto alla rovescia per un seminario che come LoAd, terrò il 3 Novembre 2010, al Politecnico di Bari, sezione di Taranto,  su Enterprise2.0 e diversi case study che vedono LoAd impegnata in prima linea con le varie start up.
A breve slide e aggiornamenti.
Un saluto da San Francisco....





La natura è 1.0 o 2.0? 


20 lug 2010

Il Peeripato, l'antica scuola del Peripato, nell'era del Peering.....

20/07/2010



Abbiamo iniziamo a discutere sulla piattaforma dedicata alla creatività italiana, Kublai, del progetto Peeripato, che potrebbe essere la naturale evoluzione di Rete x Taranto (Rete per Taranto), in un'ecosistema più allargato e glocale, che ironicamente abbiamo ribattezzato come "Il Grande Talento", ovvero le acrobazie creative nell'area di Taranto e del Salento, ma connesse a livello locale e globale con persone, progetti e realtà dove si manifesti talento appunto.


Daremo aggiornamenti periodici di quanto avverrà nell'incubatore in rete Kublai oltre che su prototipazione e applicazioni pratiche e sul trasferimento tecnologico di quello che realizzeranno gli "attori" dell'Ecosistema del Peeripato. Grazie anche a tutti coloro di Rete x Taranto che hanno seguito con attenzione e interesse questa avventura di partecipazione paritaria online, in un territorio in cui è assente una rete civica e telematica; con Rete x Taranto e poi col TalentoCamp e col Peeripato speriamo di continuare a crescere e traguardare nuove sfide...

15 lug 2010

Progetti della settimana (02-09 luglio) in Kublai.

15/07/2010



E’ stata una settimana in cui si sono manifestate sinergie e segnali deboli di salto di complessità nelle interazioni tra i progetti, in particolare strutturati su base territoriale. Questo è stato uno dei vari argomenti trattati al VeneziaCamp nella sessione Ecosistemi Aumentati, reti che attivano territori, in cui erano convogliati diversi progetti dell’ ecosistema Kublai: FooTour, Cities, Pazienti.org, Prestiamoci.itGenitron Sviluppo, Oltre la lavagna.

continua a leggere su Kublai 

21 giu 2010

Un capitolo di sventura....

21/06/2010






In questo post Alberto, evidenzia alcune contraddizioni e limiti dei Venture Capital, in occasione della premiazione di Critical City, al Techgarage 2009, il breve video racconta esprime molto bene la faciloneria in cui si "giochi" a fare l'asta di beneficienza, salvo poi ritirarsi perchè non c'è sufficiente garanzia di ritorno da questa concessione magnanima.







leggi tutto....




20 feb 2010

Nasce un nuovo servizio, Facebook all events




20/02/2010


Vai al sito
Alcuni mesi fa ho avuto il piacere di conoscere tramite il social network Kublai, Luca Panzella che postò un progetto che ho ritenuto subito molto interessante, perchè rientra nella visione di servizio di FooTour.
Questo servizio lo aveva chiamato Facebook All Events, il cui obiettivo sarebbe permettere, principalmente a chi crea eventi su Facebook, di poterli esportare o integrare facilmente in questa piattaforma, che nelle prossime evoluzioni certamente realizzerà features
e implementazioni georeferenziate, gestione delle tag ed altri gingilli 2.0 che fanno molta scena, ma in realtà alcuni sono davvero funzionali e utili.

In breve l'obiettivo di Facebook All Events dalle parole del suo stesso ideatore, Luca, è " Racchiudere tutti gli eventi di facebook, allo scopo di ottenere una migliore indicizzazione del singolo evento e una ricerca molto più approfondita e usabile di quella di facebook".
Seguiremo e monitoreremo costantemente l'evoluzione di questo progetto ed eventuali aggiornamenti, nel frattempo i miei, i nostri migliori auguri a Luca e alla sua creatura.